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- L' acciaio
L'acciaio inox
Per la costruzione dei prodotti in acciaio utilizziamo
l'acciaio inossidabile AISI 304 (tipo 18/10), una lega composta
da 18% di cromo, 10% di nichel e da una percentuale di carbonio
non superiore allo 0,03%.
L'acciaio si definisce inossidabile per la sua resistenza
alla corrosione, permessa dalla formazione a livello molecolare,
sulla sua superficie, di una sottile pellicola di ossido
di cromo costituita dalla combinazione del cromo, contenuto
nell'acciaio, con l'ossigeno dell'aria.
Il nichel oltre a migliorare la resistenza alla corrosione
aumenta considerevolmente la duttilità, ossia la proprietà
di lasciarsi deformare permanentemente senza rompersi.
La resistenza alla corrosione dell'acciaio inossidabile,
tuttavia, può essere ridotta da una qualsiasi causa esterna
che impedisca la formazione della pellicola di ossido di
cromo, in particolare dalla permanenza sulla sua superficie
di materiali estranei quali residui di cibo, sali, etc.
Non è, quindi, corretto pensare che l'acciaio inossidabile
sia indistruttibile e che non si corroda; la sua resistenza
e durata è determinata sia dall'idonea scelta e lavorazione
da parte del produttore sia dal corretto uso e manutenzione
da parte del consumatore.
Esistono, infatti, materiali e prodotti che, a contatto
con l'acciaio inossidabile, producono una alterazione della
superficie.
Tuttavia, seguendo opportune istruzioni d'uso e manutenzione,
è possibile ovviare al manifestarsi di un qualsiasi inconveniente.
L'Acciaio
La produzione dell'acciaio inizia dalla fusione,
in alto forno (un impianto a forma di torre troncoconica
che raggiunge i trenta metri di altezza), del minerale
di ferro, generalmente magnetite, proveniente dalle miniere
dell'Alta Slesia (Polonia), Ruhr (Germania), Pennsylvania
(U.S.A.), Isola d'Elba e Cogne in Italia.
Alla temperatura di 1200° C l'alto forno produce ghisa
allo stato liquido che viene successivamente trasferita
in appositi impianti, i convertitori Bessemer, i quali,
mediante combustione e insufflando aria da numerosi ugelli,
riducono il tenore di carbonio, trasformando così il bagno
liquido da ghisa in acciaio.
Con opportune aggiunte di metalli si ottengono gli acciai
speciali e tra questi gli inossidabili, che hanno particolare
caratteristica di non farsi attaccare dagli ossidi (ruggine)
in presenza di agenti chimici.
I metalli più usati in lega per formare gli acciai inossidabili
sono in prevalenza nichel e cromo in percentuali variabili
in funzione dell'impiego, con l'aggiunta di piccole percentuali
di rame e molibdeno.
Il bagno liquido, modificato con i metalli per formare la
lega inossidabile, viene versato in apposite forme chiamate
lingottiere, dalle quali, dopo il raffreddamento e la conseguente
solidificazione, viene estratto il lingotto che, con opportune
laminature, viene trasformato in fogli o profilati di varie
forme.
L'acciaio inossidabile maggiormente impiegato nel settore
dell'oggestica per la casa è di vari tipi:
- AISI 420, acciaio inossidabile a struttura martensitica,
impiegato per la fabbricazione di coltelli
- AISI 430, detto anche 18/C, impiegato nella posateria
e vasellame di minore qualità; contiene infatti solo il
18% di cromo e non garantisce un'ottima resistenza agli
agenti corrosivi;
- AISI 304, detto anche 18/10, viene impiegato nella posateria
e nel vasellame di qualità; contiene oltre al 18% di cromo,
il 10% di nichel, che ne aumenta notevolmente il costo
di produzione a vantaggio però della inalterabilità degli
oggetti prodotti.
(La sigla AISI - la sigla normativa americana - American
Institute Steel and Iron - ormai riconosciuta internazionalmente).
Consigli per il lavaggio
Si consiglia di lavare accuratamente il prodotto prima di
ogni suo utilizzo, servendosi di detergenti appropriati
per la pulizia a mano od in lavastoviglie.
Per i prodotti dorati, se lavati in lavastoviglie, si consiglia un programma di lavaggio max 50°.
In lavastoviglie, per evitare la comparsa di piccole macchie di corrosione
sui coltelli, mettere gli stessi in un cestello a parte
e, dopo il lavaggio, asciugarli accuratamente. Non tenere
in ammollo i coltelli con posate od altri oggetti metallici.
Nel caso in cui, a seguito del lavaggio in lavastoviglie,
effettuato seguendo i consigli di lavaggio, dovessero comparire
comunque piccole macchie nere sui coltelli, è necessario
fare verificare, da un tecnico, la corretta mezza a terra
dell'impianto elettrico della vostra lavastoviglie.
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Caratteristiche delle pentole acciaio serie Le Pentole
- Procedimento di produzione della parte cilindrica per
laminazione a freddo.
- Triplo fondo acciaio-rame-acciaio a spessori differenziati
per la miglior distribuzione del calore e il massimo risparmio
energetico.
- Bordi resistenti alla deformazione fino a 100 Kg di pressione.
- Coperchi a semicupola vapor-stop che permettono il raffreddamento
del vapore e impediscono che l'acqua fuoriesca o penetri
nella pentola.
- Caratteristiche delle pentole antiaderenti serie MIXER
Corpo in lega d'alluminio puro al 99,5% per alimenti, spessore
4 mm. Rivestimento interno in triplo strato ad alta resistenza,
rinforzato con particelle ceramiche e testato con metodo
di reciproca abrasione.
Rivestimento esterno a doppio strato. Fondo rettificato
antiscivolo, pareti con spessore differenziato, manici ergonomici
realizzati in acciaio inox 18/10. Coperchi in aciaio inox
18/10, igienici, sicuri e facili da pulire.
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Lavorazione delle posate e del vasellame
Lavorazione delle posate
L'azienda acquista l'acciaio dalle acciaierie che lo forniscono
in coil o in lastre (fogli) da 1x3 metri, in spessori variabili
da 0,8 a 4 mm. Per le lavorazioni a freddo (vasellame e
posate) oppure in barre tonde di diversi diametri per la
lavorazione a caldo dei coltelli. Lavorazione delle postate
(cucchiai e forchette) Viene impiegato acciaio inossidabile
AISI 304 con una percentuale di nichel del 10% e di cromo
del 18%.
La lavorazione viene detta a freddo perché tutte le deformazioni
plastiche, cioè lo stiramento dei materiali, sono eseguite
senza riscaldare il "pezzo". Morinox utilizza per le posate
lastre da 2 a 4 mm. di spessore.
E' intuibile che lo spessore più alto (per esempio le posate
ELLA e GEO da 4 mm.) dà più valore all'oggetto, sia perchè
la lavorazione è più complessa, sia perchè il peso e, di
conseguenza, il costo della materia prima aumentano notevolmente
a vantaggio dell'estetica e della robustezza.
Per questo suggeriamo sempre di verificare lo spessore
delle posate: ricordatelo ai vostri clienti!
Ciclo produttivo della lavorazione a freddo delle posate
(esclusi i coltelli) da lastra o da coil:
- tranciatura degli sviluppi, cioè del profilo del pezzo
- laminatura, per assottigliare la tazza del cucchiaio o
la spina della forchetta
- tranciatura della tazza del cucchiaio o della spina della
forchetta
- sgrassaggio, per togliere gli oli di tranciatura
- coniatura, per dare la forma e il disegno finale
- lucidatura, realizzata con l'impiego di paste abrasive
- lavaggio, per togliere le paste abrasive impiegate nella
lucidatura
- eventuale doratura.
Lavorazione del vasellame
Viene impiegato acciaio inox 18/10 (AISI 304) in lastre
di spessore variabile da 0,8 a 1,2 mm., ordinate all'acciaieria
specificando l'utilizzo "per vasellame" perchè le lastre
devono avere una superficie esente da puntinature ed altri
difetti estetici.
Tutte le deformazioni plastiche per ottenere le forme desiderate
vengono eseguite a freddo, interponendo, tra gli stampi
e le lastre da stampare, una sottile pellicola lubrificante
per evitare rigature sulle superfici.
Ciclo produttivo del vasellame, per esempio il vassoio modello
BOMBE':
- tagli della lastra in quadrotti
- imbutitura, per dare la profondità all'oggetto (quindi
tante imbutiture a seconda della profondità del pezzo,
per il vassoio BOMBE' ci vogliono 2 imbutiture)
- tranciatura dello sviluppo, cioè del profilo del pezzo
- sgrassaggio, per togliere gli oli di tranciatura
- lucidatura
- lavaggio
- eventuale doratura.
Una curiosità: l'acciaio AISI 304 18/10 non è attirato
dalla calamita, mentre l'AISI 420 18/C viene magnetizzato:
provare per credere!
- Lavorazione delle pentole acciaio serie Le Pentole
Viene impiegato acciaio
inox 18/10 (AISI 304), in dischi con spessore da 1,5 mm.,
specifico per profondo stampaggio, per il corpo della
pentola, rame con spessore da 1 mm per il fondo e acciaio
inox 18/C (AISI 430) per il coprifondo.
Tutte le deformazioni plastiche per ottenere il corpo
cilindrico della pentola, vengono eseguite, così
come per il vasellame, a freddo, esercitando una pressione
statica ed interponendo tra gli stampi ed i dischi da
stampare una sottile pellicola di lubrificante per evitare
rigature sulla superficie.
Ciclo produttivo:
- imbutitura per dare la profondità al corpo pentola
- laminatura con tornio a lastra per allungare il corpo
pentola fino all’altezza desiderata
- calibratura del corpo pentola per creare uno scalino
uniforme sotto il bordo e poter dare nel momento della
pulitura l’effetto lucido e satinato
- imbutitura bordo per creare il bordo della pentola
- rifilatura e bordatura per dare rotondità ed
uniformità al bordo
- sgrassaggio, per togliere gli oli di lavorazione
- saldobrasatura per creare il triplo fondo della pentola.
Consiste nell’inserire il disco di rame sotto il
corpo pentola ed incapsularlo ad esso con il coprifondo
tramite saldobrasatura con lega d’argento
- lucidatura del corpo pentola
- saldatura dei manici in acciaio inox 18/10
- lavaggio
Una curiosità: Il fondo in acciaio inox 18/C (AISI
430) fa si che le pentole possano essere usate anche con
i fornelli ad induzione.
- Lavorazione delle pentole in alluminio antiaderente serie MIXER
Viene impiegato alluminio
specifico per pentolame da rivestire con antiaderente
in dischi o lastre con spessore da 4 mm., adatto al contatto
con alimenti.
Anche per le pentole in alluminio, tutte le deformazioni
plastiche avvengono a freddo ed interponendo tra gli stampi
ed i dischi da stampare una sottile pellicola di lubrificante
per evitare rigature sulla superficie.
Ciclo produttivo:
- imbutitura, per dare profondità al corpo pentola
- rifilatura, per rendere uniforme il bordo pentola
- decapaggio, per togliere ogni residuo di olio da lavorazione
- smerigliatura, per rendere la superficie della pentola
ruvida in modo da garantire una migliore adesione del
materiale antiaderente
- applicazione del materiale antiaderente
- rettificatura del fondo per renderlo antiscivolo
- rivettatura dei manici, in acciaio inox 18/10, alla
pentola
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